E' finita!
L'ultimo giorno al campo è stato pieni di eventi: la distribuzione
di scarpe, la visita di Ciampi all'arcobaleno, i saluti finali...
Stamattina, dopo due settimane, abbiamo montato la rete che divide
il prato della scuola dalla strada, e ho fatto un cartellone con scritto
"SHKOLLA" tutto colorato... così almeno quando c'è da fare
la guardia per i grandicelli che si infiltrano nell'asilo basta controllare
un'entrata da un metro e non un lato di quindici....
Con i grandi non abbiamo fatto lezione ma scritto e cantato un paio
di canzoni in inglese e italiano. Poi la foto di gruppo con il maestro...
ora che torno in Italia mi rimarrà stretto fare solo il programmatore...
Nel pomeriggio ho solo dato il via alla scuola e poi sono andato al
magazzino vestiario per la distribuzione delle scarpe. Immaginate una stanza,
buia, caldissima e coperta di scatoloni e scarpe, con un turbinio di bambinetti
a cui dovete recuperare delle scarpe che gli calzino. Tutti arrivano naturalmente
con dei piedi che hanno giocato nella terra fino a qualche minuto prima,
chi con delle ciabatte di gomma (ancora bene), chi a piedi nudi (aio!)
e chi magari con delle clark di due numeri in più. Dei piedini sporchissimi,
sudati e cicciosi che devono essere compressi nelle scarpine. I numeri
dal 30 al 35 erano il nostro incubo. Alla fine Dado ha cominciato a tagliare
il fondo delle ciabatte di gomma n.37, tanto la chiusura sul piede era
ad elastici e sia adattavano ad ogni piede. Prendeva la misura del piede
e rifilava con il coltello il dietro della ciabatta, eliminando i due o
tre centimetri di troppo.
Finiti i bambini sono cominciati i grandi. Per fortuna di sandali (i
più quotati) ce n'erano diversi scatoloni, comprati dalle suore
in Italia a 4000 l'uno. La gente arrivava, diceva già il numero
e si trattava di fare al massimo un paio di prove... magari si cambiavano
con in colore diverso. Una mamma è entrata con un pidocchietto in
braccio, numero 24 al massimo, e diceva che le scarpe erano sempre troppo
piccole (per il bimbo, intendo). Alla fine dopo un sacco di prove se ne
è andata con un paio di ginnastica che saranno state del 29 almeno,
e un paio di sandaletti di gomma a misura giusta, imboscati sotto la maglietta.
Che fare?
Oggi Ciampi ha fatto la sua visitina a Valona, al cinque stelle, e
pare che gli scout del Veneto (quelli che vengono ogni giorno da noi a
farsi un mazzo quadro, spalare cacca, piantare recinzioni e montare tubature)
abbiano fatto un cartello con scritto: "Ciampi, se vuoi dare una mano,
visita il Pellicano". Mitici... noi abbiamo solo visto l'elicottero che
atterrava e ripartiva. Effetivamente se fosse venuto da noi avremmo avuto
qualche problema nel presentarci dignitosamente, noi e il campo... anche
se gli avevamo già preparato un bel paio di sandali, non avrebbe
neache dovuto fare la fila.
Dopo la fine delle scarpe sono andato a farmi il giro d'onore tra i
capannoni, a chiacchierare con qualche gruppo famigliare, a salutare bambini,
ma soprattutto a trasportarmeli addosso attaccati alle orecchie e infilati
in tasca. Mirupavshi, mirupavshi, arrivederci. Nesser Italy, domani in
Italia. Alla fine, sul viale di uscita del campo, Valbone in un pianto
dirotto, con i suoi occhioni strabici, e gli ultimi irridubili che si staccano
solo per evitare la portiera sulle dita.
Come terminare? Il viaggio sarà ancora lungo prima di arrivare
a casa, mi aspetta ancora l'ultima Messa con le suore, al mattino, nell'unica
piccola chiesetta cattolica di Valona. Poi il traghetto che mi allontanerà
pian piano. Avrò poco tempo per ripensare a tutto quanto, la stanchezza
sarà più forte delle emozioni e mi farò una notte
di treno schiantato sul sedile. Conto già di fare un po' di chiacchiere
con gli altri scout sul campo, i pidocchi e la scabbia che non vedo ancora
ma salterà fuori tra un paio di settimane, se ci fossero problemi
a trovare posto a sedere...
Così terminano i miei racconti da Valona, spero di esservi stato
di compagnia e di avervi un po' calato in quest'avventura, nei piccoli
problemi quotidiani con il campo, così se vi dovesse capitare di
mandare dei grembiuli almeno dategli una lavata prima.
Natne mir, buona notte
Luca