Sateré Maué
Il popolo Sateré-Maué sembra appartenere
sotto vari aspetti alla famiglia linguistica dei Tupi-Guaraní.
Il nome Sateré (larva rossa) è il nome del clan degli antichi
capi indios. Il nome Maué (Pappagallo parlante) è il nome più
comune di uno dei gruppi tribali che riuscirono a sopravvivere allo sterminio
delle numerose tribù indigene dell'isola Tupinambarana nella regione
del basso rio dell'Amazzoni.
Anticamente l'habitat dei Maué si estendeva dal fiume Tapajòs
al fiume Madeiras, attualmente l'area indigena Sateré-Maué comprende
i fiumi Andirá, Marau e affluenti (nello stato amazzonico), e sconfina
nello stato del Parà per circa il 30% della sua estensione totale.
É costituita da una popolazione di circa 7.500 persone, senza contare
i 600 immigrati nelle città di Parintins, Barreirinha, Maués
e Manaus.
Quest'area é composta
da 76 villaggi medio/grandi con una popolazione di circa 100 abitanti ciascuno.
Nell'area del fiume Andirá, nel municipio di Barreirinha, si trova
il maggior numero di famiglie e si nota una più alta concentrazione
demografica nelle comunità situate nelle entrate dei fiumi.
I fiumi sono navigabili per battelli nell'epoca della piena fino alla metà
del tragitto, il che attinge direttamente solo il 50% della popolazione. Al
giorno d'oggi esistono numerosi mezzi di trasporto collettivo e particolari,
soprattutto nell'area del fiume Andirà.
Il numero degli indios che vivono nelle città sta ultimamente aumentando
attratti come sono dall'illusione di una vita migliore. Si pensa che quest'esodo
rurale sia dovuto anche alla mancanza di risorse naturali per l'auto sostentamento
e quindi alla non garanzia di migliori condizioni di vita.
La diocesi di Parintins (Manaus - AM) in collaborazione con il Pime ha creato
il progetto "Mi'u" (in lingua Sateré significa "cibo")
con la Scuola Agricola San Pietro, la cui finalità
è la formazione basica del prima grado brasiliano (la nostra scuola
elementare) con un'iniziazione all'agricoltura e all'allevamento.