Scuola Agricola San Pietro
Escola Agrícola São Pedro

La scuola Agricola San Pietro della diocesi di Parintins è situata nel mezzo dell'Area Indigena dell'Andirà, la sua finalità è di permettere ai giovani Sateré una formazione basica del primo grado brasiliano (livello corrispondente alla nostra scuola elementare), con iniziazione agricola, nella speranza che possano poi applicare le tecniche apprese nella scuola, nelle loro comunità, creando così un'alimentazione alternativa per il proprio sostento.


Localizzazione geografica
L'EASP si trova nella parte dell'area indigena del municipio di Barreirinha, situata a 555 km dalla capitale dello stato dell'Amazonas, Manaus, per via fluviale: 420 km Manaus-Parintins, 55 km Parintins-Barreirinha, 80 km Barreirinha-area indigena EASP. Questo tragitto può essere fatto senza passare dalla città di Parintins, passando direttamente da Manaus a Barreirinha e da Barreirinha all'EASP, riducendo il tragitto a 500 km.


Obiettivi
Questo progetto ha due obiettivi:

1) Sviluppo del settore agropecuario per migliorare l'alimentazione del corpo docente e discente, con l'intento di raggiungere per lo meno il 70% del fabbisogno della scuola. Per raggiungere questa meta, è necessario che si abbia un miglioramento delle strutture fisiche già esistenti e la creazione di nuove, usando però risorse naturali e regionali.
2) Valorizzare gli alunni ed ex-alunni, dando loro l'opportunità di svolgere delle attività agricole nelle proprie comunità, per raggiungere due obiettivi:
a) Sostegno della propria famiglia.
b) Vendita dell'eventuale eccedente della produzione nei mercati cittadini.


Attuazione I° Obiettivo

· Programmazione agricola annuale, con partecipazione attiva dei tecnici agricoli coinvolti nel settore agropecuario della scuola.
· Partecipazione delle comunità prossime all'EASP, in appoggio alle attività organizzate dalla scuola, con il sistema locale denominato puxirum (aiuto gratuito di gruppo per il bene di singoli o per servizi comunitari).
· Riduzione degli alti costi dovuti agli strumenti agricoli e veterinari, utilizzandone altri di basso costo con risultati rapidi e in ogni caso soddisfacenti.
· Coltivazione di nuove colture (perenni e annuali) dove la produzione non mancherà, usando il sistema di rotazione delle stesse, e ampliamento di quelle già esistenti.
· Miglioramento delle strutture d'allevamento, fissando la quantità massima d'animali da allevare in accordo con le possibilità economiche e di gestione.


Settori da sviluppare nella scuola

1° settore d'olericultura (ortaggi)

· Localizzare un'area adeguata per preparare un nuovo vivaio (area dell'ananas), senza scartare l'area dell'orto antico.
· Costruzione di un semenzaio per le pianticelle, utilizzando materiale della propria regione, questo perché esistono culture che non sopportano o non si adattano ai raggi solari della nostra regione. Per questo motivo abbiamo optato per un semenzaio rustico coperto con paglia regionale, per aver un controllo dell'intensità della luce.
· Costruzioni di balconi sospesi resistenti dentro del proprio semenzaio.
· Concime organico in abbondanza.
· Semi di buona qualità.
· Coltivare: cavoli, insalata, cetrioli, fagioli rampicanti, cicoria regionale, erba cipollina, spinaci e altre qualità dipendendo dall'epoca stagionale.

2° Settore di frutticoltura (piante fruttifere)

· Ampliamento della piantagione del guaraná esistente, vicino all'orto attuale (bosco).
· Piantagione di caffè nell'aria riservata prossima all'area del guaraná o vicina all'allevamento delle anatre.
· Ampliamento della piantagione di banane già esistente, riutilizzando le pianticelle locali che si trovano nell'area vicino all'allevamento dei maiali o vicino alle anatre.
· Piantagione di cocco, nell'area dell'antico campo e di fronte alla scuola, con finalità di evitare l'erosione e per produrre frutta per consumo.
· Piantagione d'aceròla nell'area dell'ananas.
· Piantagione d'açai, vicino al fiumiciattolo, approfittando delle piante native esistenti nel luogo.
· Piantagione d'urucum, nell'area vicino all'allevamento delle galline.
· Piantagione della canna da zucchero, area riservata al campo nuovo.
· Piantagione di fagioli, vicino alla canna da zucchero.
· Ampliamento della piantagione d'erba da foraggio per le mucche, usando materiale già esistente nella scuola.
· Piantagione di maracujá, vicino al campo di calcio.
· Preparazione di un'area per piantare manioca e granturco, area scelta vicino al campo numero due, usando sistema di puxirum.

3° Introduzione del sistema d'agroforestamento nell'EASP come esperimento

Il sistema agroforestale (SAF'S) utilizza le risorse naturali associate a varie culture in uno stesso territorio, verificando area, tempo, spazio e la varietà ad essere coltivata.
Esempio: legno nobile (specie legnosa), albero, arbusto e palme, sistema d'uso del suolo che più si avvicina alla vegetazione naturale. Con questo sistema si migliora la struttura del suolo aumentando la disponibilità di nutrienti, variando la produzione d'alimenti, legna e altri materiali che servono di sussistenza.
Il SAF'S nello stato dell'Amazonas secondo l'EMBRAPA (anno 1991) ha avuto origine grazie all'esperienza delle comunità indigene, nel decorso di varie generazioni, nel lavoro nelle foreste tropicali. Queste aree presentano una gran molteplicità di piante utilizzate quotidianamente nell'alimentazione, sanità, confezione di vestiti, costruzione di case, rifugio e manifattura di diversi oggetti d'uso comune tra gli indios. Per questo la Scuola Agricola San Pietro, della diocesi di Parintins-AM ha un'area disponibile di circa un ettaro per uso in agricoltura e nel SAF'S, utilizzando come colture perenni: mogano (swietenia macrophylla), castagno del Brasile (bertholletia exelsa), graviola (annona muricata), cacao (theobroma cacao), guaraná (paullinia cupana), e culture consociate (fagioli, granturco e banana).

4° Settori di zootecnia

Pennuti rustici (galline) e pennuti naturali (anatre, oche e tacchini)

· Gabbia n° 1: riforma del recinto e ampliamento per aumentare il numero dei volatili.
· Riforma del pavimento in terra battuta, per un uso più adeguato.
· Cambio del tetto in paglia regionale.
· Riforma dell'interno, danneggiato dalle termiti e dall'umidità.
· Miglioramento della produzione, precisando di una ciclicità di pulcini tipo rustico, di un giorno, per avere un avvicendamento di gallinacei, garantendo una produzione d'uova e carne costante, per l'alimentazione interna, della scuola e per la vendita o il baratto con la popolazione locale.
· Restaurare il pendio dell'allevamento delle anatre fino al laghetto artificiale, migliorando l'atterramento esistente, piantando alberi d'açai, jambeiro evitando così l'erosione del suolo.

Bovini

· Miglioramento della stalla esistente.
· Costruzione d'abbeveratoi nella stalla e nel campo, per facilitare l'abbeveraggio dei bovini.
· Cambio d'alcuni sostegni del recinto che sono ormai deteriorati.
· Pulizia dei campi, togliendo le erbe dannose e in seguito piantare erba adeguata (quicui).
· Costruzione di un recinto per i bovini nelle aree più infestate dalle erbe nocive.

Fattori che contribuiscono alla scomparsa delle specie.

Secondo informazioni, il saccheggio dell'ambiente forestale, caratterizzato dallo sfruttamento indiscriminato della flora: estrazione sommaria del legno, soprattutto "pau-rosa" (Aniba Rosaeodora) e altri legnami pregiati, fatta da segherie regionali; disboscamento per aprire strade; preparazione di terreni, nel mezzo dell'area indigena, destinati alla realizzazione di ricerche sismologhe, dinamite utilizzata da alcune imprese contrattate per la Petrobras (ELF EQUITAINE) negli anni '80 per la ricerca del petrolio, furono i principali responsabili della scomparsa quasi completa della cacciagione, lasciando le comunità indigene sprovviste di proteina animale.
Questi fatti sommati ai costumi tribali e tradizionali degli indios Sateré-Maué, come per esempio l'uso di un agrotossico naturale (timbò), utilizzato senza criterio nelle acque delle nascenti dei fiumi e dei loro affluenti, per catturare facilmente il pesce, hanno provocato la scomparsa quasi totale del pesce lungo il fiume Andirá, e i suoi affluenti, aumentando la fame, che oggi è una realtà presente nella riserva.
Oltre al quadro esposto sopra, sono frequenti malattie, come polmoniti e tubercolosi. Per questa ragione, stiamo tentando di incontrare una soluzione che possa in poco, medio e lungo tempo, risolvere questa situazione avversa dal punto di vista della sopravvivenza fisica del popolo Sateré.

Attuazione 2° Obiettivo

Percorrere l'area Sateré-Maué del fiume Andirá, soprattutto quelle comunità dove sono presenti ex-alunni dell'EASP, diagnosticare la situazione nella quale si ritrovano tali comunità, offrendo un'opportunità di sviluppare attività agricole con l'aiuto della scuola e d'altre entità coinvolte.
Offrendo corsi di riciclaggio, dando semi, piccole piante, piante fruttifere, ecc., che saranno poi devolute (nella stessa quantità, per aiutare altri ex alunni) alla scuola dopo il raccolto.
Queste attività saranno sviluppate nelle comunità come piano pilota. Raggiunti risultati soddisfacenti si estenderà a tutti gli interessati.
Bisogna ricordare che la terra nella riserva é di buona qualità e di fertilità adeguata a sviluppare le culture.