Data:
15 dicembre
Oggetto: termosensibilità
carissimi,
ci stiamo approssimando al Natale e qui i preparativi sono in atto da un pezzo.
Le strade si sono riempite di lampadine lampeggianti, dentro alle case di
vedono alberi di natale (ho visto una palma da cocco con su le lucine) e alla
radio si sentono gli auguri dei commercianti mischiati nelle pubblicità.
Io sono impegnato in un gargantuesco sforzo intellettuale, credevo che un
anno di amazzonia mi avesse almeno un po' trasformato, ma proprio non ce la
faccio. Devo rassegnarmi, sono ancora dannatamente termosensible. Non basta
che i foglietti della Messa dicano che siamo in avvento, se ci sono 35 gradi
non può essere Natale, è contro natura. Invece del pentolone
di vin brulè del Sandro, in piazza ci sono le bancarelle che vendono
costumi da bagno e gelati, i fantastici "picolé" da agente
segreto: una volta usciti dal carrettino si autodistruggono completamente
in meno di 2 minuti da tanto caldo che fa.
e in tutto questo la mia vita continua, tra alti e bassi, come una vita qualsiasi
di uno di voi. Sono stato criticato perché nelle mie lettere parlo
sempre di un sacco di cose ma poco di me. Ebbene, è vero. È
che siete così tanti e così misti a leggermi che mi viene difficile
raccontare di me, ma oggi mi sforzerò.
mh... mi sto sforzando... mh... uffa! cosa posso raccontare? da quando sono
tornato dalla scuola agricola indigena ho cominciato a lavorare in maniera
più o meno fissa alla falegnameria della casa degli studenti. questo
vuol dire che il numero di schegge di legno che entrano ed escono dalle dita
è aumentanto, ma questo non toglie il fascino di un lavoro divino,
nel senso letterale del termine (perché Gesù fino a trent'anni
avrà lavorato in bottega col suo babbo). come sempre mi vengono mille
idee di cose da fare, come rimodernare le macchine, riorganizzare i lavori,
e tutti quei ritocchi per renderla più efficiente, ma ho appreso a
trattenermi e lasciare fare a chi questo lavoro lo fa da molto più
tempo di me. almeno questo, in un anno, l'ho imparato.
la sera continuo a suonare con il gruppo, ogni volta che si avvicina un'esibizione
comincia a gorgogliarmi lo stomaco e avrei voglia di mollare tutto e tutti,
non prima però di averli strozzati con i cavi delle chitarre. la disorganizzazione
regna sovrana, non solo già due volte siamo arrivati a provare il giorno
stesso del concerto, ma addirittura a provare canzoni mai suonate prima. a
me fuma il cervello dallo sforzo per non esplodere, e la volontà di
andarmene e poi dire "adesso voglio vedere come farete senza di me!"
viene aumentando ma anche qui la pazienza non so come ha il sopravvento. per
fortuna, perché probabilmente senza di me non farebbe una gran differenza
e quindi non avrei neanche la soddisfazione della ripicca.
il campionato di motocross è finito e nell'ultima prova sono riuscito
a fare punti balzando al decimo posto in classifica generale (su diciannove,
ingrati, mica su dieci) sfruttando il fatto che per la prima volta la moto
non si è distrutta prima della fine. l'anno prossimo vedrò se
correre ancora, mi diverto un cifro e per un giorno e mezzo mi rilasso lasciando
da parte tutti i nervosismi che vengono ad un lombardo che viene a vivere
e lavorare in amazzonia, ma soprattutto è un'occasione per conoscere
persone che altrimenti non avrei modo di avvicinare perché non rientrano
nel giro della parrocchia. e ciascuno ha storie da raccontare e una vita che
per il fatto stesso di essere una vita è interessante. ma la cosa che
mi rende più orgoglioso è che tutti, oltre a dirmi che corro
bene, dicono che si vede che sono un padre (anche se non lo sono, ma è
una cosa difficile da fargli entrare in testa che se uno non si sbronza tutte
le sere e non si passa una donna dopo l'altra non per forza deve essere un
prete).
E per non essere da meno delle
altre città brasiliane:
Manoel Freire Pedro da Silva, 49 anni, conosciuto come "Mauro Guru"
è morto alle 9 di venerdì 28 novembre nell'aeroporto di Mauès,
dove stava per essere imbarcato per Manaus (capitale dello stato, raggiungibile
solo via barco, 24 ore, o aereo, 40 minuti). "Guru" era stato portato
in caserma in stato di ubriachezza e armato di un coltello la mattina di mercoledì
dopo aver discusso con Raimundo Astesio da Silva Conceição,
ma non essendo stata formalizzata denuncia, il caso non è stato neppure
registrato nei verbali. Alle 2 di notte tra giovedì e venerdì
uscì dal posto di polizia diretto per l'ospedale con forti dolori nella
regione addominale. Il direttore dell'ospedale, Waldemar Malheiros, che visitò
Guru, diagnosticò una pancreatite acuta considerando che il soggetto
era un consumatore frequente di bevande alcoliche, che pregiudicano tale organo,
ma non confermò la causa mortis.
L'ufficiale che coordinava la sicurezza della Festa del Guaranà, maggiore
George Chaves, ha aperto una inchiesta nella polizia militare per verificare
se Guru fu picchiato in caserma da un soldato. Il fatto è accaduto
esattamente 3 mesi dopo il pestaggio di Jander Guiramarães da Rocha,
20 anni, da parte di 4 soldati della Polizia Militare. I poliziotti sono accusati
di aver ucciso Jander nella notte tra il 30 e il 31 agosto. Dopo l'apertura
dell'inchiesta e l'esumazione del corpo da parte di un'equipe venuta da Manaus,
fu attestata una lesione alla colonna cervicale. La precedente diagnosi di
morte era "infarto".
regalo di Natale: all'indirizzo http://www.dambros.org/luca/mail/foto.html trovate alcune foto, giusto per darvi un'idea di dove sono finito e che faccia ho se non vi ricordate più
um abraço
Luca
*Pax *Pace *Paqe *Paix *Peace *Friede *Fred *Eiphnh *As-Salaam *Paz *Shalom *Pase *Mir *Pokoj *Bake *Pau *Vrede *Dirlik *Pacea *Heiwa *Shanti *Nutifafa *Paghe *Amahoro *Nanomonsetôtse *Waku
da un cartello appeso sulla porta
dell'aeroporto di Maués:
"le compagnie aeree pregano coloro che sono soliti ad usare la pista
dell'aeroporto per le loro passeggiate di desistere da tale abitudine perché
può interferire con le operazioni di decollo e atterraggio delle aeronavi"
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