Data:
22 settembre
Oggetto: Divino
carissimi,
questa volta rilassatevi perché l'edizione di agosto (anche se in realtà
arriva oltre metà settembre) sarò breve e vuota come un tiggì
estivo.
già il mese scorso mi ero dimenticato di scrivere una cosa fondamentale:
ho fatto il primo sogno nettamente in portoghese. o meglio, probabilmente
i primi sogni in lingua li ho fatti da un po' ma visto che non mi ricordo
mai nulla non ne ho le prove. invece questa volta è stato chiarissimo:
venivano a parlare con me il vassallo Sidney Latte e il feudatario Edoardo
Braga e io gli spiegavo che per lavorare con i brasiliani si devono fare le
cose passa passo, non si possono fare progetti faraonici che poi finiscono
irrealizzati, bisogna partire dalla gente e dai loro bisogni senza arrivare
ad proporre (ed imporre) soluzioni da fuori, fantastiche per un'altra realtà
ma irrealizzabili qui. Braga ammirava il mio discorso e ripeteva "è
vero, è vero" mentre Latte era invidioso perché catalizzavo
l'attenzione di chi gli ripassa praticamente tutti i finanziamenti. a quel
punto Nicola, che non capiva una parola, mi chiedeva che diavolo avevo detto
per suscitare quelle reazioni. allora io gli traducevo in italiano il tutto,
e questo prova inequivocabilmente che il sogno era in lingua originale.
il grande impegno di questo mese passato è stata la completa ristrutturazione
del pollaio della casa degli studenti. approfittando di un'offerta arrivata
dall'Italia (grazie Vincenzo, peccato per la mucca) è stata comprata
un marea di legna, rotoli di rete metallica, chiodi, cerniere e minuterie
varie. quello che pareva un lavoretto da poco si è tramutato in un'opera
faraonica che ancora non è terminata, corredata delle più nuove
tecnologie nel campo dell'avicultura rurale come mangiatoie fuori dalla recizione
(corredate di coperchio per non farsi assaltare dalle galline mentre si mette
il cibo), nidi di posa con pratico sportello posteriore (per raccogliere le
uova senza entrare nel pollaio) e discreto separé destinato agli esemplari
in cova, ai pulcini appena nati e adolescenti. tutto sommato un buon lavoro:
ho piantato più chiodi in questo mese che nel resto della mia vita.
l'altra grande novità è stato l'inizio del corso di italiano.
sempre più persone mi chiedevano con insistenza di insegnare questa
splendida lingua e quindi ho preparato una dispensa e due sere alla settimana
mi sentivo chiamare "professore". a me fa un po' ridere, ma qui
si fanno chiamare "professore" anche i maestri degli asili nido
quindi vuol dire che ci tengono molto al titolo e così me lo tengo
anch'io. mi chiedo solo perché mai un abitante di un paesello sperduto
in mezzo alla foresta amazzonica vuole imparare l'italiano. e soprattutto
per parlarlo con chi, visto che dei 4 missionari e missionarie italiani (me
escluso) che abitano a Maués tre sono qui da così tanto tempo
che oramai l'italiano non lo sanno parlare neanche più. una spiegazione
potrebbero essere gli occhi chiari dei miei amici che sono qui a trovarmi,
ma di loro parlerò nell'edizione di settembre.
riassumendo le risposte alla
principali domande:
-si, sto bene
-no, ancora non mi sono fidanzato
-l'acqua che esce dai rubinetti è potabile
-qualche foto la manderò quando mi regalerete una macchina digitale
ed un abbonamento internet via satellite
-il bradipo non era male, ma un 22esimo non era abbastanza per capire bene
il sapore
um abraço
Luca
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