Data: 13 luglio
Oggetto: Divino

carissimi, questa mail vi sta arrivando ancora più in ritardo del ridardo solito perché sono tornato ora ora da una visita alla scuola agricola São Pedro nell'area indigena dell'Andirá e prima di partire la rete telefonica di Maués era isolata. solo adesso riesco ad avere accesso ad un telefono e spedire la posta arretrata.


carissimi,
vi scrivo puntalmente in ritardo sulla fine del mese, ma con giustificativa di una scheggia nell'indice sinistro (fondamentale per i tasti r,t,f,g,c,v e b) e una puntura d'insetto infiammata al medio destro (responsabile dei tasti u,i,j,k e m). questo passato mese di giugno è stato oltremodo denso di eventi: la festa del Divino Espirito Santo, la più grande manifestazione civile e religiosa nel raggio di 250km (non ci vuole molto, è praticamente solo foresta); il passaggio di Raffaella, che non so se ha fatto le ferie più inusuali della sua storia ma sicuramente quelle con più riso e fagioli; l'incontro dei focolarini a Mariàpolis, un luogo dove davvero ci sono 4 donne per ogni uomo e infine una visita all'area indigena rincorrendo un professore.

la tradizione della festa del Divino Espirito Santo, chiamato amichevolmente"Divino", perde nei secoli passati la sua origine, ma nonostante l'anzianità conserva ancora oggi tutta la sua bellezza. (oggi sono poetico).
praticamente la città intera fa festa ad una corona di latta piena di striscioline (se mi legge un mauesense mi taglia la gola, ma alla fine più o meno è vero). ai tempi ancora del regno di Portogallo il potere temporare e quello spirituale erano estremamente legati e quindi la venerazione per il re, o in generale per la monarchia come "stato", era fatta in simbiosi con l'adorazione allo Spirito Santo che era il protettore del Portogallo. così anche a Maués la corona era venerata sia come simbolo religioso sia come simbolo del re. all'oggi è sparita la parte temporale ma rimane ancora molto salda quella spirituale.
circa un mese prima della settimana di festa comincia il tuor cittadino: un gruppo di persone, conosciute come "Folía do Divino", passano in ogni casa per raccogliere le offerte, in genere alimentari, che sono donate al Divino. guidati da Ismael, che si è portato a spasso per un mese un tamburone gigante, oltre alla quantità smodata di zucchero, sufficiente per fare dei succhi ammazza-diabetici per tutto l'anno a venire, hanno raccolto anche:
-dieci anatre
-due dozzine di galline
-una pecora
-un porcello selvatico
che hanno felicemente popolato il giardino della casa parrochiale.
delle serate di festa si sono distaccate in particolare il mercoledì, con il concorso di musica vocazionale, dove con il gruppo della pastorale giovanile abbiamo conquistato il secondo, il terzo e il quarto posto (si, lo so che è come aver preso 99 alla maturità, ma che ci posso fare?) e la domenica, ultimo giorno di festa, con una super processione da oltre 10.000 persone e soprattutto il bingo gigante. noi con il gruppo dovevamo suonare prima del bingo, davanti ad una piazza gremita di gente, circa 6 o 7.000 persone. per fortuna le presentazioni prima di noi hanno ritardato di oltre un'ora e mezza e quindi siamo stati ricollocati a fine bingo. quando oramai mezzanotte e mezza stavasi approssimando e la moltitudine si disperdeva abbiamo cominciato a scaldare le dita, ma la parte migliore doveva ancora arrivare. la terza canzone ha perso la fine perché il tecnico ha tolto per sbaglio il cavo del mixer. la quarta canzone me la sono suonata solo per me perché la chiarra era senza volume. alla quinta, riacquisito il volume, si è rotta la corda di si. altre due canzoni e, oplà, salta la centrale elettrica e tutta la città piomba nel buio, nonché nel silenzio. si vede che proprio non era serata.
mentre mogi mogi abbandonavamo il palco si sono risvegliati nei ragazzini che assistivano ancestrali istinti animaleschi, probabilmente favoriti dalla mancanza di luce: giornali incendiati, vandalismi su sedie e tavolini, bottiglie di birra che volavano da un lato all'altro della piazza e infine un fuggi fuggi generale provocato dall'arrivo della polizia. io ho attraversato il tutto nella più serena indifferenza, perché era buio pesto e avevo su un paio di occhiali da sole neri neri. non perché volessi imitare i Blues Brothers, ma da un paio di giorni avevo una congiuntivite dannata all'occhio destro (tra i due, quello che ci vede meglio, pure) e visto che qui si ritiene che il contagio avvenga guardando negli occhi un congiuntivitato, mi ero occhialato di conseguenza. so bene che è una cosa che non sta nè in cielo nè in terra, ma viste le precedenti esperienze, lungi da me far notare a qualche brasiliano iper-suscettibile che sta in errore

um abraço
Luca

*Pax *Pace *Paqe *Paix *Peace *Friede *Fred *Eiphnh *As-Salaam *Paz *Shalom *Pase *Mir *Pokoj *Bake *Pau *Vrede *Dirlik *Pacea *Heiwa *Shanti *Nutifafa *Paghe *Waku


come ho speso finora i soldi che mi sono stati dati prima di partire (in reais. 1 euro=3 reais circa)

materiali di ferramenta 561,45
materiali agrotecnici 329,5
trasporti materiali 109,50
cancelleria 45,35
riparaz bici 27,50
riparaz moto 294,50
cibo 98,90
benzina 22,00
pagamenti lavori 55,00