Data:
13 aprile
Oggetto: pesci
ciao a tutti!
non c'è stata nessuna progressione nel riconoscimento di pesci amazzonici,
però posso con orgoglio affermare che di pesci italiani sono riuscito
a farne abboccare parecchi. solo due hanno riconosciuto l'esca, tra cui la
prima è stata, chiaramente, la mia Mamma che evidentemente mi conosce
meglio di tutti gli altri.
e se qualcuno ancora non l'ha capito, sono ancora in Brasile, e non ho mica
in programma di tornare in Italia, era solo un pesce d'aprile per vedere se
leggete davvero le mail che scrivo o le girate direttamente al cestino senza
passare dal via.
ne approfitto per aggiornarvi con qualche pagina diària.
4 aprile
oggi sono stato alla segreteria di produzione per ritirare le mute di
guaranà e di banana che ci sono state assegnate per il progetto del
terreno. avete presente quante sono 400 mute, no, dico, q u a t t r o c e
n t o mute?è uno di quei numeri che cominciano ad essere abbastanza
grandi da perdere un po' il senso del reale. se dicessi 5 mute, si potrebbe
capire, sono quante se ne riescono a portare al massimo, abbracciandosele
addosso e inzozzandosi di fango. ma 400 fa già parte di "molto"
e diventa un numero che perde il suo significato di ciascuna unità.
un po' come i morti della guerra. quando sono due o tre, hanno un nome, una
storia, dei genitori. ma quando sono 300, sono solo un numero a tre cifre,
che semplicemente si va ad accumulare ad un altro numero anche lui troppo
grande.
e come se non fosse bastato lo scegliere quattrocento mute dal vivaio, spostare
quattrocento mute sul lato della strada, caricare quattrocento mute sul camion,
scaricare quattrocento mute davanti alla casa dei ragazzi e portare dentro
quattrocento mute dal cancello (la ripetizione aiuta ad entrare nel vissuto),
dicevo, come se non fosse bastato questo la ruota della bicicletta si è
bucata in maniera esagerata, nel senso che anche gonfiandola non resiste più
di 5 secondi. quindi me la sono portata fino in casa parrochiale su una ruota
sola. quella davanti, chiaro, perché se a bucarsi non fosse stata quella
dietro, la si poteva portare impennando.
ma come sempre, anche nelle tragedie più tragiche, nelle notti più
buie, un buon occhio scorge anche una piccola luce: le galline della casa
parrocchiale hanno deposto il loro primo uovo. dico "hanno" perchè
non so quale sia, quindi è come se fosse stato un lavoro di gruppo.
a questo punto l'indice di conversione del pollaio è di 14, cioè
il peso del cibo che mangiano è 14 volte quello di quanto producono.
produzione di uova, intendo.
5 aprile
pare che i brasiliani siano estremamente sensibili. boh... sarà anche
vero, per il momento mi paiono molto permalosi. che è successo? stamattina
sono uscito alle 8.15 e mentre stavo andando a fare benzina alla moto di padre
Edson ho incrociato Leu, la segretaria parrochiale, che stava venendo al lavoro.
poiché l'orario in teoria sarebbe dalle 8, nell'incrociarla ho fatto
la scenetta di guardare l'orologio e dondolare l'indice come per dire"brighella,
hai dormito stamattina, eh?" ma con un puro intento goliardico. figurati
cosa interessa a me che lei arrivi in ritardo. prima di pranzo mi chiama dicendo
che deve parlarmi. e mi fa una scenata dicendo che non devo permettermi di
fare queste cose, di puntare il dito (in verità mica l'ho puntato,
lo dondolavo) che lei sa quali sono i suoi orari e che nessuno deve farle
da controllore, che spesso si ferma ben oltre l'orario eccetera eccetera.
io ho cercato di spiegarle che non mica l'avevo fatto apposta, che non avevo
affato l'intenzione di riprenderla, che era solo un modo spiritiso per salutarla
incrociandola. ma evidentemente se l'era presa di brutto e non ha accettato
nessuna mia scusa. mi ha tenuto il muso per 2 giorni, e poi magicamente tutto
si è dissolto nel vuoto. mah... che dire?
8 aprile
oggi è finito il corso di apicoltura. fantastico! in tre giorni
sono passato da un odio profondo per le api, ad un immenso amore rispettoso
colmo ammirazione e meraviglia. è venuto William, tecnico agricolo
della Diocesi che lavora a Parintins, e ci ha introdotto nel magnifico mondo
delle melipone. cioè le api senza pungiglione. perché è
questa la cosa fantastica. che pastrugni nel cavo degli alberi estraendo il
nido con migliaia di apicine che ti svolazzano intorno ma non fanno assolutamente
nulla. beh, in effetti c'è una specie che per difendersi tenta di ricoprire
il nemico con una resina: funziona bene con gli insetti ma per noi umani deve
lavorare parecchio di più... apprezza particolarmente i capelli e si
ingroviglia dentro, quindi basta mettersi un cappellino. per me poi è
più complesso perché si incastrano e inzaccherano anche i peli
di braccia e gambe (di cui gli amazzonici sono quasi privi. dei peli, intendo,
non degli arti!). abbiamo recuperato e inscatolato tre sciami, di cui uno
particolarmente poderoso. ne abbiamo anche trovato un'altro di una specie
che pare ancora non classificata. dal pollaio di casa parrochiale è
uscito il quarto uovo in 5 giorni. uau! è tempo di fare una torta.
un abbraccio,
Luca
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