Data: giovedì 2 dicembre
Oggetto: studio e progetti

Ciao tutti!
Sono passati due mesi dalla mia partenza, non sono mai stato così tanto tempo lontano da casa... non tocco un telefonino da oltre 1400 ore ma non do' segni di astinenza. Anzi, mi sento meravigliosamente irraggiungibile.

Da metà ottobre ho cominciato lo studio del portoghese con un professore che è molto preparato ma anche un poco pignolo. Chiaro, non è affato una lingua facile, e imparandola un po' in profondità si scopre che ha una quantità esagerata sia di regole che di irregolarità, ma segnarmi come errore lo spazio che rimane tra la fine di una parola e il margine destro del foglio perché non ho giustificato il testo, mi pare un po' esagerato. In accordo con il dizionario ufficiale, la parola più lunga è pneumoultramicroscopicossilicovulcanoconiótico e come potete vedere è una parola proparoxítona (questo è per qui pensa che io non stia studiando sul serio).
Sta di fatto che pian piano riesco a capire sempre più parole quando parlano gli altri e sono in grado di comprarmi da mangiare, muovermi con gli autobus e andare al cinema in completa autonomia. Per fortuna i film sono in lingua originale e hanno i sottotitoli, così non mi limito solo a guardare le immagini ma riesco a capire i nomi dei personaggi e qualche parolaccia.

Qui a Manaus sono ospitato nella casa regionale del Pime, dove abitano alcuni padri missionari, di età variabile dai 40 in su, ciascuno con un sacco di storie da raccontare. Due assolutamente impredibili sono p.Mario e p.Luciano, il primo è arrivato quest'anno (dalla Guinea Bissau dove si è fatto anche la guerra) per insegnare teologia, il secondo ha fatto un sacco di anni nell'interno tra i contadini. Chiaramente tutte le sere a tavola hanno di che discutere, che sia il panorama che si vede dal paese di uno dei due o un'espressione dialettale. Una coppia da cabaret. Un'altro eccezionale, anche se non abita qui in casa ma nella parrocchia qui a lato è p.Danilo che, nonostante i suoi 77 anni, è uno dei padri più internet-attivi. Ogni tanto mi chiede qualche consulenza spiegando con infinita pazienza di mail scomparse e indirizzi fantasma. Un altro p.Mario (nome inflazionato, ne ho contati almeno 4) è il superiore regionale, dice che non ne puo' più dei laici ALP ma in realtà è sempre disponibilissimo, soprattutto per quel che riguarda la burocrazia infinita con cui abbiamo a lottare.

La vita in casa regionale non è un granché animata, ma questo serve sopratutto per concentrarsi sullo studio. Pranzo e cena sono serviti, puntualissimamente, rispettivamente alle 12 e alle 18. La sala televisione (ma sopratutto il satellite) permette di vedere Rai International con i suoi TG che non mi fanno sentire del tutto fuori dal mondo. Il mercoledì sera è riservato al cinema. Costo: meno di 2 euro. Ho visto più film da quando sono qui che nelle ultime due stagioni. Il fine settimana lo passo in una parrocchietta di periferia, circa 100.000 abitanti, ma fortunatamente non tutti vanno a Messa. Questo mi permette di fare pratica con la lingua (visto che qui in casa spesso si parla italiano) e di cominciare ad immergermi un po' tra la gente.

Dopo un po' di chiacchierate con il mio futuro vescovo ho capito qualcosa di più su cosa andrò a fare. Circa verso il 20, quando il mio portoghese sarà oramai una seconda lingua, partirò (salperò) per Maues (cittadina ancora più piccola di Parintins, circa 20.000 abitanti) dove dovro' lavorare nella "casa dos estudantes" che è una casa per i ragazzi indios che devono venire in città per studiare e non hanno dove stare. I ragazzi, oltre che studiare, fanno un po' di lavori per aiutare le spese della casa: abbiamo un allevamento di galline, oche e conigli, un piccolo orto, una falegnameria (che servirebbe anche per imparare un mestiere) e una produzione di artigianato indigeno. Il mio compito sarà quello di condurre la casa dal punto di vista tecnico-pratico, piccole manutenzioni, accompagnamento dei ragazzi nelle attività e nei lavori. Oltre alla casa dovrei collaborare con la pastorale giovanile cittadina. Ma maggiori informazio saprò darle quando avrò incominciato a fare qualcosa. La scuola in Brasile va da febbraio a novembre/dicembre e quindi in questo momento stanno iniziando le vacanze e le attività nella casa saranno ridotte.

Qui fa caldo e, a differenza dall'Italia, non piove da due settimane. Questo non è troppo strano, perché è un po' come fosse agosto. Il problema è che da metà novembre sono cominciati ad apparire alberi di Natale e decorazioni varie. Non è che mi diano fastidio, ci mancherebbe, ma, con 35 gradi e la gente per strada in maniche corte, e' una sensazione un po' strana...

Per ora mi pare tutto, se qualcuno ha domande più specifiche può scrivermi a micro@comedia.it e NON DEVE rispondere alla mailing-list (perché in tal caso arriverebbe la mail a tutti tranne che a me). Per chi preferisce carta e penna, l'indirizzo della casa regionale è

Rua Fortaleza 443 - Adrianópolis
69057-080 Manaus - AM - Brasile

um abraço
Luca